
Con tutta la neve e il ghiaccio che c'erano a Londra, per non parlare delle temperature sotto zero, forse non avrei avuto bisogno di lasciare la citta', ma qui mi aspettava la nuova slitta, e un sacco di altre nuove attrezzature.
Per un colpo di fortuna sono riuscita a trovare un volo tra una nevicata e l'altra. Sono arrivata all'aeroporto alle 7 del mattino, e c'erano ancora cartelli che indicavano dove mettersi in fila per gli alberghi, mentre gli inservienti raccoglievano i materassini che avevano dovuto accontentare i meno fortunati. Per conto mio, ero felice di partire.
Arrivata ad Oslo, l'aria era veramente fredda, e mentre la sentivo penetrare nelle narici, un sorriso mi si allargava sul viso, pensando all'eccitamento che presto mi aspetta. Con Inge sono passata dagli sponsorizzatori dove ho preso vari pezzi di equipaggiamento da provare nelle montagne. Goretex nuovissimo, sacchi a pelo belli gonfi, tende piegate piccolissime, e tegami lucenti. Ho messo tutto nel camioncino e poi su per le strade affiancate da alberi cristallizati di neve: sembrava un Natale fatato.

Un breve intervallo per una cena di lavoro in piccolo ristorante lungo la strada, e poi siamo arrivati alla nostra meta sul lago ghiacciato.
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